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s frutoprohibido crea e cura il vostro giardino

Fruto

Gil Carvajal José Manuel
Via Maffia 20
50125 Firenze
p.i.05935090489
c.f. glcjmn61ro5z131g

ficus

Io nasco come giardiniere a Valencia, Spagna, giocando con le liane di un ficus posto nella corte della mia scuola. Il ficus col quale giocavo è il ficus nell' immagine del ricuadro, ora non più in una rumorosa corte scolastica, bensì in un attuale giardino pubblico. Fa effetto pensare quanto sia cambiata la città dopo più di trenta anni che non ci abito, e che praticamente l'unico punto di riferimento per me importante sia proprio lui, l'albero dalle imponenti liane. L'ho rivisto a febbraio del 2010, come ho detto, dopo più di trenta anni, e sono tornato bambino, ho potuto viaggiare tra tanti ricordi. Mentre la città cambiava la sua fisionomia, lui era li, maestoso, imponente, apparentemente uguale.

Mi sono invece accorto di voler essere giardiniere a Berlino dove ho cominciato negli anni 90' a lavorare presso il reparto di giardinaggio del Berliner Flughafen Tempelhoff e dove ho preso dimestichezza con la floricoltura e con la cura degli spazi verdi.

Ma soprattutto ho capito che era proprio quello che volevo fare perchè, pervaso dalla passione, potevo sorvolare sulle fatiche talvolta enormi del lavoro.

Molti dei miei amici dicono che questo sia un mestiere bellissimo, e hanno ragione. Allo stesso modo ho trovato delle persone che si sono avvicinate al lato bucolico del lavoro e che quando si sono dovuti confrontare con l'uso dell' attrezzo, e con la manovalanza, si sono presto scoraggiate.

La vangha, il piccone, la zappa, il pennato, le forbici.... questi sono i nostri migliori amici, dobbiamo trattarli bene e loro ci aiuteranno nel nostro compito, ma soprattutto dobbiamo usarli bene perché non ci facciano del male, con una corretta posizione del corpo, e con tanta prudenza.

Il giardiniere migliora con lo studio, ma sopratutto con l'esperienza. Diffidate di un giardiniere, giovane e che non proviene dal mondo rurale né da famiglia di giardinieri... Diffidate di un giardiniere che non conosce nemeno il nome delle piante, che non sa valutare il terreno guardando semplicemente il tipo di erbe spontanee che lo popolano. Ma più ancora di diffidare sarebbe meglio porsi la domanda: Chi o cosa è un giardiniere? Se per un momento possiamo immaginare un' arte marziale nella quale c'è un maestro e ci sono gradi distinti dalla cintura, che rappresenta un riconoscimento visibile della perizia dell'allievo, così nel giardinaggio, si inizia, sia da un taglio d'erba, come col piantare un semplice geranio. Come nel Karate ci vuole allenamento fisico e dedizione e, non dimeno, talento, che nel giardinaggio viene associato all'espressione ?avere il pollice verde.

Ci vorranno tanti anni per essere un primo Dan, come per essere un buon giardiniere; ci vorrà costanza, modestia, capacità di osservazione, capacità di stupirsi e se c'è creatività, tanto peggio se sarà collegata solo alla vanità e non alle qualità prima citate, giacché la creatività, collegata alla vanità, può nel nostro mestiere come in altri, produrre pessimi risultati.

Ne sono un esempio alcuni progettisti che pensando al colore risultante delle aiuole, inseriscono nella composizione essenze incompatibili con il clima o il terreno o tra di loro nella crescita. Ahimè è difficilissimo essere un buon paessagista. Il senso delle proporzioni poi, oltre che la conoscenza delle essenze, è un'altra di quelle cose che o si ha o richiede tanto impegno per essere sviluppata.

Io sono un giardiniere paesaggista, eppure quando mi definisco, non saprei che cintura attribuirmi, se non quella dove attacco le forbici. So che ho lavorato molto e che ho imparato molto, ma soprattutto so che non finirò mai d'imparare, che il mestiere è anche un percorso di crescita attraverso il confronto con se stessi, la sfida, i fallimenti, e so che ancora tante volte dovrò sbagliare, cadere e rialzarmi. Vale credo anche per te che mi leggi, e per chiunque voglia avvicinarsi a qualunque mestiere artigianale.

Per me, il mio banco di prova è questo mettersi in secondo piano ad osservare pazientemente il divenire di questa agognata natura che coltivo.

 

 

La nostra idea di giardinaggio somiglierebbe più ad una non idea:
osservare la Natura e prendere nota di quello che essa ci offre e ci mostra.
Ciò è più importante di un singolo punto di vista.

 

ficus